Maurizia Venezia

È ammesso l'abbandono del tetto coniugale per intollerabilità della convivenza con i suoceri

I fatti

Vivere sotto lo stesso tetto con i suoceri può essere davvero insopportabile e giustificare l'abbandono della casa coniugale. Questo il principio di diritto desumibile da una recente pronuncia della Corte di Cassazione, sez. VI penale, sentenza 12 marzo - 28 settembre 1999 n. 11064. La Corte di Cassazione è intervenuta a riequilibrare la bilancia della giustizia in favore di una moglie che, esasperata dai continui dissapori con i suoceri conviventi, aveva abbandonato il domicilio domestico portando con sè le figlie minori e, per essere venuta meno ai doveri inerenti alla sua qualità di coniuge e di madre di minori, era stata condannata dal Pretore di Sciacca e dalla Corte d'Appello di Palermo per concorso formale nei reati di violazione degli obblighi di assistenza familiare (art. 570 cp) e di sottrazione di minori (art. 574 cp).
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1 marzo 2000